Conosciuto per il linguaggio della cancellatura, Isgrò ha trasformato parole, testi, immagini e memorie in opere capaci di aprire nuovi significati. La sua ricerca non elimina il senso, ma lo sospende, lo nasconde e lo rilancia, invitando chi guarda a immaginare ciò che resta tra visibile e invisibile.
In questa mostra, l’artista incontra Napoli attraverso un percorso che intreccia arte, scrittura, memoria e identità. Il “canto” evocato dal titolo diventa una forma di racconto poetico della città: una voce fatta di tracce, assenze, segni e stratificazioni, in dialogo con la storia e con il patrimonio di Capodimonte.
Il linguaggio di Emilio Isgrò
La cancellatura è il gesto più riconoscibile dell’opera di Isgrò: un intervento radicale e poetico che attraversa libri, enciclopedie, mappe, giornali e immagini. Cancellare, per l’artista, non significa distruggere, ma creare una nuova possibilità di lettura.
Attraverso questo linguaggio, la mostra invita a riflettere sul rapporto tra parola e immagine, memoria e oblio, racconto individuale e storia collettiva. Napoli diventa così non solo tema, ma materia viva dell’opera: una città da leggere, rileggere e ascoltare.
Il dialogo con Capodimonte
Presentata negli spazi del Museo e Real Bosco di Capodimonte, la mostra crea un confronto tra arte contemporanea e patrimonio storico. Le opere di Isgrò entrano in relazione con uno dei luoghi culturali più importanti di Napoli, dando vita a un percorso che amplia lo sguardo sul museo e sulla città.
Il risultato è un’esperienza espositiva intensa e raffinata, dove la forza della parola, anche quando cancellata, diventa strumento per raccontare Napoli da una prospettiva nuova.
Informazioni utili
Per modalità di accesso, orari e biglietti consultare il sito web ufficiale.
Continua ad esplorare gli eventi in città
Tra calendario e appuntamenti annuali, trova quello giusto per te.